Gay & Bisex
Il patto nella pineta
15.03.2026 |
3.629 |
8
"Il dolore iniziale si trasformò rapidamente in una sensazione di pienezza, di invasione totale, una pressione profonda e avvolgente..."
L'aria condizionata dell'auto di Tommaso soffiava un freddo pungente che Dario, nonostante il caldo afoso di luglio, trovava confortante. I chilometri scorrevano, il paesaggio urbano cedeva il passo a campi di grano dorato e filari di ulivi argentati. Dario, trentacinque anni e una telecamera che sembrava un'estensione del suo braccio, osservava il mondo sfilare fuori dal finestrino. La sua professione di videomaker lo portava spesso in luoghi inaspettati, ma raramente con un'attesa così palpabile."Allora, pronto per le rirpese del giorno?" Tommaso, quarant'anni, la sua camicia impeccabile aderente al fisico ancora tonico nonostante i due figli e la routine da imprenditore, gli lanciò un'occhiata fugace dallo specchietto retrovisore. Il suo sorriso era quello di chi ordisce un piccolo scherzo.
Dario sentì un leggero fremito. "Dobbiamo intervistare Riccardo, giusto? L'ho incrociato un paio di volte in centro. Ha un'aria... interessante." La sua voce tradiva un'ombra di curiosità che andava oltre il mero interesse professionale. Riccardo, ventotto anni, alto, rasato a zero, con spalle che riempivano bene ogni maglietta, era un volto familiare, una figura che aveva catturato la sua attenzione in più di un'occasione, anche se non avevano mai scambiato una parola.
"Interessante è dire poco," Tommaso ridacchiò, un suono basso e gutturale. "È un tipo in gamba. E per il progetto, la sua testimonianza sarà oro."
Il set scelto da Tommaso si rivelò un quadro bucolico, un'oasi di tranquillità in aperta campagna. Un piccolo boschetto di pini offriva un riparo dal sole cocente, il profumo resinoso si mescolava all'odore della terra arsa e dell'erba secca. Era il luogo ideale per evocare i "valori della terra" che il nuovo progetto imprenditoriale di Tommaso intendeva promuovere.
Riccardo li aspettava già, in piedi all'ombra di un pino, il corpo slanciato ma muscoloso che si stagliava contro il verde scuro degli aghi. Indossava una camicia di lino chiara, sbottonata quel tanto che bastava per rivelare un accenno di folta peluria scura sul petto. Un sorriso aperto illuminò il suo viso quando li vide arrivare.
"Ciao Tommaso, Dario. Tutto bene?" La sua voce era profonda, risuonava con una nota di calore inaspettata.
"Riccardo, grande sei già qui!" Tommaso gli diede una pacca sulla spalla, un gesto amichevole, quasi fraterno. "Dario è il nostro mago dei video, ti farà sembrare una divinità agreste."
Dario si avvicinò con la sua attrezzatura, il microfono lavalier in mano. "Piacere, Riccardo." Il contatto visivo durò un attimo più del necessario.
"Piacere mio, ci siamo visti qualche volta in giro in città se non sbaglio." Riccardo gli tese la mano, la presa era salda, le dita lunghe e forti. Dario rispose con un sorriso.
Mentre Dario preparava la telecamera, Tommaso spiegava a Riccardo i punti chiave dell'intervista. Poi, il momento di applicare il microfono. Dario si avvicinò a Riccardo, il piccolo trasmettitore in una mano, la calamita nell'altra. Sollevò leggermente la camicia di lino di Riccardo, le sue dita sfiorarono la pelle calda e la densa peluria scura che gli ricopriva il petto. Un brivido inaspettato gli percorse la schiena, un piccolo scatto elettrico che lo fece quasi sussultare. Il profumo di Riccardo, un misto di colonia fresca e un odore più selvatico, di pelle e sudore, gli riempì le narici. Dario si affrettò a fissare il microfono, cercando di ignorare la sensazione che gli aveva lasciato la pelle di Riccardo.
L'intervista procedette senza intoppi. Riccardo parlò con passione del suo lavoro, della sua connessione con la terra, i suoi gesti ampi e naturali. Dario lo riprendeva, cogliendo ogni espressione, ogni sfumatura della sua voce, ma una parte della sua attenzione rimaneva agganciata a quel sottile velo di peli scuri che spuntavano dalla camicia.
Terminata l'ultima domanda, Dario si mosse per smontare l'attrezzatura. Si avvicinò a Riccardo per recuperare il microfono, ma questi lo aveva già staccato, tenendolo tra le dita.
"Fatto, Dario. Era facile da togliere."
"Perfetto," Dario si allungò per prenderlo, ma notò subito un problema. La calamita, che serviva a fissare il microfono alla camicia non c'era. "La calamita... è caduta?" Il tono di Dario si fece improvvisamente teso. Senza quella, il microfono era quasi inutilizzabile. Un pezzo così piccolo, così facile da perdere nell'erba.
Riccardo si guardò intorno, poi si tastò la camicia. "Oh, accidenti. Non la sento. Forse è finita dentro? Scusami pensao di aiutarti!" Un'ombra di imbarazzo gli attraversò il viso.
Tommaso, che aveva osservato la scena con un sorriso furbo, si intromise. "Non ti preoccupare, Riccardo. Tanto siamo tra uomini, no? Togliti la camicia, così Dario la ritrova subito." La sua voce era rilassata, quasi disinvolta.
Riccardo esitò un attimo, poi scrollò le spalle. "Va bene, hai ragione Tommaso..." Si sfilò la camicia con un gesto fluido, rivelando un torace scolpito, la pelle ambrata, i muscoli definiti che si muovevano sotto la superficie. La peluria, che prima si intravedeva, ora copriva una vasta area, scendendo in una linea sottile fino all'ombelico. Dario sentì il respiro mozzarsi, i suoi occhi si posarono su ogni dettaglio, sulla curva dei pettorali, sulla linea degli addominali.
Mentre Riccardo si toglieva la camicia, la piccola calamita cadde a terra, proprio dietro di lui, invisibile ai suoi occhi. Tommaso, con un movimento rapido e impercettibile, la raccolse e, senza che Riccardo se ne accorgesse la pasò a Dario con un'occhiata che diceva: *stai al gioco*.
Dario, confuso ma obbediente, pensò: Cosa aveva in mente Tommaso?
Riccardo, ignaro di tutto, si stava già chinando, scrutando l'erba alta ai suoi piedi, il viso leggermente arrossato dall'imbarazzo.
"Non la vedo," mugugnò Riccardo, il suo sguardo ansioso. "Sono proprio un pasticcione."
Dario, seguendo l'istinto e il segnale di Tommaso, finse una profonda preoccupazione. "Cavolo, Riccardo, questa è un bel guaio. È un pezzo specifico, ordinarlo costerebbe una fortuna, e senza non posso usarlo. Mi metti in seria difficoltà." La sua voce era incredibilmente convincente.
Tommaso intervenne di nuovo, la sua voce ora più grave, intrisa di una finta serietà. "Riccardo, non possiamo rischiare di perderla. Guarda, forse è scivolata più in basso. Non è che per caso ti è finita nei pantaloni?"
Riccardo si raddrizzò, un'espressione perplessa sul viso. "Nei pantaloni? Ma come ci sarebbe finita?"
"Mah, magari quando ti sei sfilato la camicia... Con queste cose piccole non si sa mai," Tommaso fece un gesto vago con la mano. "Toglili, dai. Siamo in mezzo al nulla, chi vuoi che ti veda? È per una buona causa."
Riccardo si guardò intorno. Il campo era deserto, solo i pini e l'orizzonte lontano. L'idea di spogliarsi però, lo metteva a disagio, soprattutto con Dario lì presente. Con Tommaso aveva una certa confidenza, ma Dario era un quasi sconosciuto. Ma la pressione era forte, e la preoccupazione di Dario sembrava genuina. Con un sospiro, Riccardo slacciò i pantaloni e li fece scivolare giù, rimanendo in boxer. Le gambe erano forti, i muscoli dei quadricipiti ben definiti.
"Niente, Tommaso. Non c'è neanche qui." Il suo tono era un misto di frustrazione e crescente imbarazzo.
Dario, con la calamita ancora nascosta in mano, continuava a recitare la sua parte. "Oddio, e adesso? Senza quella sono rovinato."
Tommaso si avvicinò a Riccardo, il suo sguardo si soffermò un attimo sui boxer attillati che non lasciavano molto all'immaginazione. "Riccardo, non farmi preoccupare. È l'ultima spiaggia, ma non è che per caso ti è finita nei boxer? Toglili, così controlliamo bene. È importante per Dario."
Riccardo si sentì avvampare. Togliersi i boxer? Davanti a loro? Era troppo. "Ma Tommaso, dai! Non è possibile. Cerco io, non c'è bisogno..." Iniziò a rovistare all'interno dei suoi boxer, le dita che frugavano con una certa goffaggine.
Mentre le sue mani si agitavano, il tessuto sottile si spostò, e Dario notò un'erezione che stava prendendo forma, chiara e inequivocabile. Il rigonfiamento era evidente, un'ombra scura contro il tessuto chiaro. Tommaso lo notò anche lui. Con un'occhiata veloce a Dario, che aveva gli occhi incollati alla scena, Tommaso colse l'attimo. Riccardo era distratto, la sua attenzione concentrata sulla ricerca. Con un movimento improvviso e deciso, Tommaso afferrò l'elastico dei boxer di Riccardo e li tirò giù in un unico strappo, lasciandolo completamente nudo.
La scena era surreale. Tommaso teneva in mano i boxer di Riccardo, con la scusa di volerli scuotere e controllare. Riccardo era lì, immobile, completamente nudo, il suo cazzo ora pienamente barzotto, un membro di tutto rispetto che si ergeva fiero tra le sue gambe. Dario lo fissava, il suo sguardo che scorreva lungo il corpo scolpito, poi si posava sul sesso turgido, la testa del glande lucida e scura, le vene pulsanti. Un'ondata di desiderio quasi doloroso lo travolse.
Tommaso ruppe il silenzio, un sorriso malizioso dipinto sul volto. "Beh, Riccardo, devo dire che non ti fai mancare niente, eh? Complimenti per il pezzo, davvero notevole." Si avvicinò, stringendo i boxer. "Anche se, a essere sincero, il mio è un bel po' più grosso."
Riccardo, ancora un po' intontito dalla sorpresa, ma con un pizzico di orgoglio che riaffiorava, replicò con un sorrisetto. "Ah sì? Per crederci dovrei vederlo, Tommaso. Forza, tiralo fuori."
Tommaso rise di gusto. "A questo punto, potremmo farlo tutti e tre, no? Vediamo chi ce l'ha più lungo. Una specie di... concorso di bellezza, ma per cazzi."
Dario, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, scosse la testa vigorosamente. "No, no, assolutamente. Io non partecipo a queste cose."
"Ah, non partecipi?" Tommaso lo guardò con un'espressione che Dario conosceva bene, quella di chi sta per lanciare una sfida impossibile da rifiutare. "Allora facciamo così. Una scommessa. Se il mio cazzo è il più grande di quello di Riccardo, faremo un triangolo. Io inculerò Dario, e lui succhierà il cazzo di Riccardo."
Dario spalancò gli occhi. "Cosa? Ma che c'entro io con la vostra scommessa?" Il suo cuore batteva all'impazzata. Quella che era iniziata come una piccola farsa stava prendendo una piega inaspettata, pericolosa, ma stranamente eccitante.
"C'entri, c'entri," Tommaso lo interruppe, il suo tono ora più serio, quasi un ordine. "Non vuoi partecipare, quindi questo sarà il pegno da pagare, anche perché noi saremo nudi e tu no. Accetti, Riccardo?"
Riccardo, il suo cazzo ancora eretto, un sorriso audace gli si disegnò sulle labbra. "Accetto. Una scommessa è una scommessa."
Dario si sentì mancare l'aria. "No! Io non accetto! È una follia!"
"Troppo tardi, Dario. La scommessa è lanciata," Tommaso gli fece l'occhiolino. Senza ulteriori indugi, si tolse i pantaloni, la camicia, poi i boxer. Ciò che emerse fu senza dubbio un bastone di carne ben più lungo e largo di quello di Riccardo. Un'erezione completa, imponente, con vene che pulsavano sotto la pelle tesa. Dario sentì un nodo alla gola, i suoi occhi incollati a quel membro massiccio.
"Beh, Tommaso... devo ammettere che hai vinto," Riccardo osservò, la sua voce intrisa di un rispetto quasi reverenziale. "Complimenti per la dotazione."
Tommaso gonfiò il petto. "E ora, una scommessa è debito."
I due uomini si girarono verso Dario. I loro sguardi erano intensi, carichi di un desiderio appena celato. Dario ebbe appena il tempo di registrare la loro intenzione. Tommaso e Riccardo lo afferrarono quasi contemporaneamente. Le mani di Tommaso gli strapparono la maglietta, le sue dita forti si infilarono nella cintura dei pantaloni. Dario cercò di divincolarsi, ma le loro prese erano troppo salde. In pochi istanti, si ritrovò nudo, esposto al sole, al vento, ai loro sguardi famelici.
Riccardo lo afferrò per la nuca, le sue dita si intrecciarono tra i capelli di Dario, tirandogli la testa in basso con decisione. Il suo cazzo, in piena erezione, si presentò proprio davanti alla bocca di Dario.
"Forza, succhia," la voce di Riccardo era un sussurro rauco, un comando.
Dario sentì un'ondata di panico, poi un'altra di eccitazione innegabile. Cercò di protestare, di voltare il viso, ma la presa di Riccardo era ferrea. Il glande caldo e umido di Riccardo premette contro le sue labbra. Dario sentì l'odore del sesso, un aroma muschiato e virile. Le sue labbra si aprirono, quasi contro la sua volontà, e il cazzo di Riccardo scivolò dentro.
Fu un contatto inaspettato, caldo e vellutato. Dario sentì il sapore della pelle, un misto di sale e un'amarezza piacevole. Dario, quasi senza pensarci, iniziò a muovere la lingua, a leccare il glande, a esplorare la consistenza. Un mugolio basso gli sfuggì dalle labbra.
"Visto? Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto," Tommaso, con un sorriso soddisfatto, si inginocchiò dietro Dario. Le sue mani forti accarezzarono i fianchi di Dario, poi scesero verso le natiche. Dario sentì il calore delle sue dita sulla pelle nuda. Tommaso sputò un abbondante rivolo di saliva sulla punta delle dita, poi le portò al culo di Dario, iniziando a spalmare il lubrificante naturale intorno all'orifizio.
Dario sentì le dita di Tommaso che premevano delicatamente, poi la punta di un dito che cercava di farsi strada. Un piccolo gemito gli uscì dalla gola, soffocato dal cazzo di Riccardo che gli riempiva la bocca. Il primo dito entrò, lentamente, allargando con dolcezza. Poi un secondo, e un terzo. Dario sentì la pressione, un calore che si espandeva. Le dita di Tommaso lavoravano con perizia, allargando l'apertura, preparando il suo corpo. Il piacere, prima timido, ora si faceva strada, potente e inarrestabile.
Mentre Dario era completamente assorbito dalle sensazioni che lo stavano travolgendo, Tommaso si avvicinò ancora di più. Dario sentì il suo cazzo, enorme e pulsante, premere contro le sue natiche. Il contatto fu un richiamo primordiale. Dario cercò di ribellarsi, un istinto di protezione che riemergeva, ma il cazzo di Riccardo lo teneva in ostaggio. Non poteva parlare, non poteva urlare.
Tommaso, con una delicatezza sorprendente per la sua mole, iniziò a spingere. La punta del suo cazzo premette contro l'apertura dilatata, poi lentamente, centimetro dopo centimetro, cominciò a farsi strada. Dario sentì uno strappo, un dolore acuto che gli fece inarcare la schiena. Un urlo gli uscì dalla gola, ma fu subito soffocato dal cazzo di Riccardo che gli riempiva la bocca. Il dolore iniziale si trasformò rapidamente in una sensazione di pienezza, di invasione totale, una pressione profonda e avvolgente. Le urla soffocate si trasformarono in gemiti rochi, un misto di piacere e sorpresa.
Il cazzo di Tommaso si ficcò completamente nel culo di Dario. Era una sensazione che non aveva mai provato, un'estasi di piacere che gli attraversò ogni fibra del corpo. Tommaso iniziò a muoversi, spingendo dentro e fuori con un ritmo lento e profondo. Ogni affondo era un'ondata di calore, un'esplosione di sensazioni che Dario non avrebbe mai immaginato. Il suono del corpo che si apriva e si chiudeva, un umido *shlick*, riempiva l'aria. Il cazzo di Riccardo si muoveva nella sua bocca, assecondando il ritmo, la sua lingua che lo accarezzava, lo succhiava con una nuova consapevolezza.
Tommaso e Riccardo usarono il corpo di Dario per un'ora intera. I gemiti di Dario si facevano sempre più forti, il suo corpo si muoveva in un'estasi incontrollata. Il cazzo di Tommaso entrava e usciva, ogni volta più profondo, più potente. Riccardo continuava a pompare nella sua bocca, il suo corpo che si muoveva in armonia con quello di Tommaso. Dario sentiva il sapore del pre-cum di Riccardo, un liquido salato e dolce che gli riempiva la bocca, e lo inghiottiva avidamente.
Alla fine, Tommaso sentì il suo corpo tremare. Con un gemito profondo, affondò un'ultima volta, e sentì il suo sperma caldo schizzare dentro Dario, riempiendolo con una voluttà indescrivibile. Quasi contemporaneamente, Riccardo sentì un fremito. Con un ultimo affondo, venne in bocca a Dario, un getto caldo e denso che Dario accolse senza esitazione, inghiottendolo con un'avidità che lo sorprese lui stesso.
Si staccarono, i loro corpi appiccicosi di sudore e liquidi. Dario era esausto, ma un sorriso beato gli si disegnò sulle labbra. I loro respiri erano affannosi, i loro cazzi ancora pulsanti.
"Io ho ancora voglia!" Tommaso ansimò, gli occhi che brillavano di desiderio. "Un round non basta."
Si scambiarono di posizione dopo essersi velocemente ripuliti. Tommaso fece ingoiare il suo enorme cazzone nella bocca di Dario, che ora lo succhiava con una voracità inaudita. Riccardo, con un sorriso soddisfatto, si posizionò dietro Dario. Il culo di Dario, già dilatato e sfondato dall'enorme membro di Tommaso, accolse il cazzo di Riccardo con una facilità sorprendente. Riccardo entrò con un solo affondo, il suo membro che scivolava dentro senza alcuna resistenza.
Dario non protestava più. Non era necessario che Tommaso gli tenesse ferma la testa sul suo cazzo. Anzi, Dario lo succhiava avidamente, la sua lingua che si muoveva con una perizia che non sapeva di possedere.
"Voglio la tua sborra, Tommaso," Dario riuscì a mormorare, la sua voce roca, carica di desiderio. "Sborrami in bocca, ti prego."
Tommaso non si fece pregare due volte. Con un gemito gutturale, affondò più a fondo nella bocca di Dario, e un getto caldo e abbondante di sperma gli inondò la gola. Dario lo inghiottì tutto, assaporando ogni goccia. Poco dopo, anche Riccardo sentì l'orgasmo avvicinarsi. Con un ultimo affondo, venne nel culo di Dario, che ora era completamente aperto, un fiume caldo che gli riempiva le viscere.
A quel punto, Tommaso e Riccardo sembravano soddisfatti, ma era Dario a non essere ancora sazio. Sentiva il suo corpo vibrante, un desiderio insaziabile che lo bruciava dall'interno. Aveva quei due cazzi meravigliosi a portata di mano, e un'idea audace gli balenò in mente.
"Voglio di più," Dario ansimò, la sua voce quasi un sussurro. "Voglio entrambi. Insieme. Nel mio culo."
Tommaso e Riccardo si guardarono, un'espressione di sorpresa e un'eccitazione rinnovata sui loro volti. Non se lo fecero ripetere due volte. Riccardo si posizionò di nuovo dietro Dario, il suo cazzo che premette contro l'apertura. Entrò per primo, il suo membro che scivolava nel culo già allargato. Dario gemette, una miscela di dolore e piacere che gli strizzò il cuore. Poi, Tommaso si affiancò, il suo cazzo enorme che cercava spazio. Premeva, spingeva, e con un urlo soffocato di Dario, anche il suo membro si fece strada, affiancando quello di Riccardo.
Dario sentì un dolore lancinante, un senso di stiramento che sembrava volerlo spaccare in due. Ma subito dopo, il dolore si trasformò in un piacere infinito, una sensazione di pienezza e invasione totale che lo mandò in estasi. I due cazzi, uno accanto all'altro, riempivano ogni spazio, pompando dentro e fuori con un ritmo sincronizzato.
"Di più! Aprite-mi! Aprite-mi come merito!" Dario urlò, la sua voce ora liberata, carica di una lussuria selvaggia.
I due continuarono per un'altra mezz'ora, i loro corpi che si muovevano in un'orgia di piacere, i gemiti di Dario che si fondevano con i loro ansimi. Alla fine, vennero quasi contemporaneamente nel culo del povero Dario, riempiendolo con le loro sborre calde. Dario crollò a terra, completamente sfondato, il suo corpo che tremava per l'intensità dell'esperienza.
Lentamente, i tre si ripresero. Si pulirono alla meglio, l'aria intrisa del loro odore. Si rivestirono, i loro movimenti lenti, quasi meccanici, come se stessero uscendo da un sogno. Tommaso, con un sorriso stanco ma soddisfatto, si avvicinò a Dario.
"Ah, Dario," disse, estraendo la piccola calamita dal pugno di Dario e mostrandogliela. "L'ho trovata. Era proprio qui."
Dario lo guardò, un sorriso ironico gli increspò le labbra. "Ah grazie mille Tommaso!"
Da quel giorno, nulla di simile accadde più a Dario durante i suoi lavori per Tommaso. Le riprese continuarono, i video furono un successo. Ma l'esperienza in quella pineta, fu qualcosa che nessuno dei tre avrebbe mai dimenticato. Un segreto condiviso, un patto silenzioso che aleggiava tra loro ogni volta che si incontravano. Un'esperienza che aveva squarciato il velo della normalità, rivelando desideri inaspettati e una connessione primordiale.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il patto nella pineta:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
